Archivio mensile:marzo 2013

UNO DI NOI

11398bcd079Si alzano tutti in piedi e iniziano a gridare alzando i pugni, chi fuma lascia scivolare la sigaretta dalla mano,  spalanca gli occhi stringendo la sciarpa e tirando su un bel respiro. Anche io mollo tutto, lascio cadere la sacca a terra e mi giro, anche io inizio ad urlare, salto e afferro il cappotto di chi ho davanti, lo incito ad urlare ancora più forte e ad afferrare i suoi vicini di posto, tutti dobbiamo urlare più forte. C’è il verde del prato del sant’Elia nel riflesso di tutte le nostre pupille, un prato rovente scaldato dal sole di primavera, un vento che rende armoniose tutte le bandiere di mori; sopra quel tappeto c’è un uomo che scartando un avversario nella propria area di rigore e Continua a leggere

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OGGI ESAGERO

2680_1114527704084_3476018_nAncora una volta ho esagerato, ancora una volta me ne pento quando i miei piedi si intrecciano sul selciato di via Lepanto, sto per rotolare, sbatto sul marmo alla mia sinistra, salvo i miei genitali da un palo barocco e mi siedo per pochi secondi. Sopra la mia testa una statua di un enorme razza, un enorme razza con il pacco rotondeggiante, lo tocco e mi affascina la sua levigatezza, non mi piace il pacco, la sua levigatezza. Capisco che quella protuberanza mi sta mangiando, ci sto pensando troppo e così mi alzo e cerco di camminare, vado di lato, sembro un granchio scemo. Credo di aver trovato la luce o almeno qualcosa che gli assomigli abbastanza, sto per uscire da quel soffitto basso e chiaro ma delle tende mi portano a decontestualizzarmi, a piombarmi in un enorme deserto, frecce e cowboy, masse di spine che rotolano nella sabbia del deserto. Le bestemmie di un giovane cameriere mi riportano alla realtà, butta un enorme sacco fuori dalla porta del suo bar e forse in qualche modo mi maledice, fa bene. Sotto il soffitto, di fronte a me, delle tende, ma non sono Pellerossa, non hanno piume in testa, hanno solo un casco con tante scritte, ognuna di queste segna una battaglia, non hanno delle pelli addosso, ma tute intonate al casco. Vado avanti cercando di dare un ordine ai miei passi, canticchio Continua a leggere

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OGGI INDIE

bicicleta-antigua-t10100Mezzogiorno inoltrato, un risveglio senza sveglia, naturale, così dev’essere nel giorno del signore. La camera spaventerebbe i più disordinati cimiteri dell’ACI, ma non me, a me sarebbero bastati un paio di pantaloncini, d’obbligo per transitare dignitosamente dalla cucina. L’intreccio della mia roba, giù, nel pavimento, sembra un grosso quadro astratto, un quadro fatto da uno squilibrato che dipinge dal tubetto, così il colore diventa materia, assomiglia al tessuto, diventa un armadio di roba vuotato, il mio pavimento. Riesco a distinguere i miei pantaloncini, che lasciano un grande vuoto centrale nella tela, sotto la rotella della sedia in pelle da boss, sintetica. La cucina è deserta, stantio l’odore di carne cotta alla piastra, svito la caffettiera Continua a leggere

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SALSEDINE

426657_219702631490039_2106581449_nDalla strada posso vedere il mare limpido e intatto, a poche mezzore dall’ alba le onde scorrono libere sulla sabbia, si ritraggono e ancora scorrono, a poche mezzore dall’ alba puoi sentire la musica dell’acqua. Sto sul bordo della strada e mi reggo in piedi sui pedali, intorno a me un euforia di colori, ammiro il paesaggio come lo si fa da un finestrino di un auto, dritto con le braccia sul manubrio e la testa al mare. Sono partito per questo, per veder nascere il sole, per sentire come canta il vento la notte, per trovare spazio negli angoli intatti dell’isola; così continuo la leggera discesa lasciando andare la mia bici in una corsa libera, la costa di fianco si assottiglia, gli scogli si alternano a delle lingue di sabbia candidissima, la luce del giorno è alta e forte, quell’ enorme lampada sta sopra un isolotto, un iceberg granitico e ripido. Oltrepassata una lunga spiaggia l’asfalto si fa sempre più crudo, finita la discesa mi metto sui pedali, è solo l’inizio di una lunga scalata. Qualcosa va storto, Continua a leggere

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airone_Giacomo Garau

fenicottero_Giacomo Garau

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