BUONANOTTE

DSC_0082zMi sono chiesto perché, perché dormi in terra alle tre del mattino, ti sfrecciano le auto a fianco e per poco le bici di  città non  ti schiacciano l’orecchio, maledetti oggetti vintage a due ruote che nemmeno ti salutano, non ti vogliono svegliare.

Partono le fantasie di chi ti sta intorno o ti passa vicino, un viaggiatore senza meta, si potresti essere un viaggiatore senza meta che voleva scrivere qualche canzone e si è affezionato a un cane, Dolly; ora magari è un po vecchia, è da tanto che state in giro. Sarei curioso di chiederti come ti chiami ma stai dormendo o almeno hai gli occhi chiusi e non ti lamenti, anche se le macchine ti sfrecciano a pochi centimetri dalla fronte e le zanzare di Cagliari ti ronzano sui lobi. La brezza primaverile muove un ciuffo biondo che sbuca dal cappuccio, il colore dei tuoi capelli è colore di uomo venuto da lontano, uomo che viaggia da tanto. Si dice che a una sarda hai proprio strappato il cuore, ragazza bella e con i fianchi larghi, occhi di cenere rotti dal tuo incantesimo; sono passati lenti i secondi in cui vi siete guardati e avete cercato di passarvi qualcosa con il solo lavoro delle vostre pupille, troppa l’ansia di conoscervi e troppa la timidezza di una parola. Sono passati venti giorni di sguardi e neppure una presa di mano, due mondi lontani e due lingue diverse, poi c’è Dolly, troppo dolce da condividere. Hai dovuto cambiare casa per un po’, sarebbe stato amore e a qualcuno il cuore domato non piace, a qualcuno non piace di dover raccontare se stesso con le parole; sono bastate queste cose per farti paura.

Ora però neppure una sirena ti smuove, chissà a che canto stai pensando o che note ti canti mentre stai sdraiato, quante parole senti prima di chiudere gli occhi, la tua cagnetta si addormenta prima.

Mi sono chiesto perché proprio alle tre del mattino mi devo fare queste domande, mentre cerco di non sentire quella bici che mi sfreccia sulla schiena, mentre ignoro un auto che quasi mi travolge con il suo baccano e mentre la zanzara non sembra stancarsi del mio odore. Dolly sta li tranquilla appoggiata tra gambe e cartone, ogni tanto apre un occhio e controlla se ci sono ancora, pensa a qualcosa anche lei, anche lei avrà i suoi perché.

Sto qui da solo ad ascoltare l’asfalto e a non innamorarmi delle sarde brune, magari mi sarei messo per terra anche a casa sua, mi piace il letto duro, adoro stare in piano. Forse non riesco a dormire con qualcun’altra che non sia Dolly. E’ dieci anni che mi sposto senza chiedermi perché e senza darmi dei forse, questa volta l’amore mi ha turbato. Dieci anni di facce nuove e voci che si intrecciano in litigi o canti, dopo dieci anni mi sono chiesto cosa ci faccio qui, senza un idea e senza una canzone in testa, altro che melodie da cantare.

E’ passata mezzanotte e ho trentadue anni appena fatti, non mi sento più grande ma solo un po’ più stanco; non ho voglia di alzarmi, urlare e farmi gli auguri, ormai mi son fatto troppe domande. Guardo Dolly e le sorrido, ormai è da dieci anni che festeggiamo ogni cosa assieme, anche lei non ha voglia di urlare e come me riappoggia la testa al cartone e fa finta che tutte le macchine e tutte le bici le passino a chilometri di distanza, anche a lei come me, piace stare da sola.

Buonanotte

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One thought on “BUONANOTTE

  1. Agnese Pistincu ha detto:

    osservatore dell’uomo…bello pure questo alby.

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