Shhh.

suono-infinito-2184x1228.jpgLa spiaggia era deserta, ogni tanto la casacca fluo di qualche appassionato di jogging oscurava l’alba ancora debole. Le nostre mani erano piene di sabbia, le nostre scarpe erano piene di sabbia, i nostri capelli erano pieni di sabbia, avevamo sabbia un po’ dappertutto. Testa e schiena poggiati al muro, e la rena che ormai aveva preso la forma dei nostri corpi, stanchi e appesantiti dall’umidità del giorno che iniziava a nascere, ci carezzavamo l’un l’altro con gesti lentissimi. Poco a poco la città intorno a noi iniziava a svegliarsi, noi in silenzio, spalla contro spalla; tapparelle, motori a benzina, rifiuti portati via, tazzine sui piattini e i grazie e arrivederci, tutti ancora deboli, come il sole dietro il mare. Emanuela aveva il fianco della testa poggiata sulla mia guancia morbida, guardava diritta verso l’orizzonte perché il sole glielo permetteva ancora; aveva un corpo esile, proporzionato, capelli lunghi e ondulati, occhi che nel sorridere formavano due mezzelune. Non aveva altre scarpe se non delle vecchie converse, portava sempre dei jeans che terminavano poco sopra la caviglia, le mani erano lunghe e magre e le unghie sempre curate e mai colorate, adoravo questo piccolo dettaglio. Le piccole orecchie a sventola rendevano i suoi tratti più simpatici, troncando un espressione sempre imbronciata, quasi da ragazzina dispettosa.

Emanuela non parlava mai, Emanuela non aveva mai parlato, ne sentito.

In due anni di respiri condivisi avevo costruito un mio metodo di dialogo, fatto di sguardi e situazioni, di carezze o di gesti irruenti. Passata la fase del lutto, iniziata dopo i primi tre giorni di frequentazione, ho iniziato ad entrare lentamente nel suo mondo, il silenzio a cui lei era abituata, iniziava a diventar e anche il mio silenzio, urla, sbuffi, sussurri, non esistevano più nella mia casa. Durante la notte tenevamo una piccola luce accesa per guardarci, capire se andava tutto bene, darci la buonanotte senza pronunciare una parola. E così:

odore di bruciato = Stefano che non ne ha voglia o Stefano arrabbiato

profumo di pomodoro fresco = Stefano vuole fare l’amore con me

odore di fumo = Stefano stanotte ha da fare fino a tardi

fino a continuare in un elenco infinito. Quando volevo rassicurarla la portavo al mare, qualche ora prima dell’alba, tra le cinque e le sei, quando anche per me era silenzio.

Odore del mare = silenzio anche per Stefano

Annunci

One thought on “Shhh.

  1. Agnese Pistincu ha detto:

    letto Alby, spiazzante….bello…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: