Archivio mensile:agosto 2016

Più veloce di un urlo

farbe_330_06Chi cazzo ne ha voglia di parlare quando stai nella vallata. Chi cazzo non pensa quando sta nella vallata. Di fronte a te quell’enorme punta di pietra e millenni, ti fissa e ti fa ombra sul petto, a duemila metri dai pesci.

Un mese per risalirla quella montagna. Vedere cielo, poi nuvole a tratti e poi di nuovo cielo. Arrivare in cima e respirare, urlare, mandare affanculo Dio.

Il silenzio per diverse ore, ad ammirare il tutto e poi nuovamente bestemmiare, trovare il coraggio di sporgere il naso nella valle, la valle dove arriva l’ombra.

Un giorno Giorgia ha allungato il naso, ha sentito il profumo dell’infinito dalla cima. E’ volata giù, il suo corpo è scomparso, mangiato dal sole e dal vento, scomparso a poco a poco. ‘Non se n’è manco accorta’ diceva la madre.

Che cazzo di coraggio ha avuto, scendere dal sole all’ombra, dalla montagna alla vallata, senza neppure guardarsi alle spalle.

HO VISTO IL CIELO

piedi-sabbiaAveva sempre uno strano nome con cui chiamarmi. I capelli mai raccolti e perfettamente lisci castani arrivavano a pochi centimetri dalle spalle, profumatissimi e fastidiosissimi con l’inizio dell’estate; schiarivano di mese in mese fino a ricolorarsi con l’autunno, una mezza estate qui sull’isola. Un mio amico avrebbe detto ‘il sole dentro’, era proprio così.

Mai vista piangere. Continua a leggere

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