La mia pertosse

le-vent-nous-portera-noir-desirLa sabbia finissima si impreziosiva di rotondissimi ciottoli colorati. Pietre venute da lontano rotolavano fino a giungere ai nostri piedi, perdendo ogni spigolo, diventando perfette, come pelle di donna. Di fianco a me le striature di un ombrellone giallo e verde, tingevano la sabbia di scuro, proteggendo sdraia, giocattoli e merende dal sole; mia madre stava a metà strada tra me e i miei fratelli che continuavano a litigare in acqua, pescavano della sabbia, la più fina, e se la lanciavano di continuo. I miei piedi ogni tanto sfioravano qualche residuo d’onda, ben incastrati in una fortezza che Continua a leggere

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Due passi

BiancoCi siamo lasciati corrodere dal tempo. Stanotte, a furia di camminare, ho consumato le mie scarpe.

Shhh.

suono-infinito-2184x1228.jpgLa spiaggia era deserta, ogni tanto la casacca fluo di qualche appassionato di jogging oscurava l’alba ancora debole. Le nostre mani erano piene di sabbia, le nostre scarpe erano piene di sabbia, i nostri capelli erano pieni di sabbia, avevamo sabbia un po’ dappertutto. Testa e schiena poggiati al muro, e la rena che ormai aveva preso la forma dei nostri corpi, stanchi e appesantiti dall’umidità del giorno che iniziava a nascere, ci carezzavamo l’un l’altro con gesti lentissimi. Poco a poco la città Continua a leggere

Quando

15591675092_846cdbcea4_bQuando a Diego hanno detto che gli sarebbero rimasti due mesi di vita, lui ha iniziato a ridere. Cinque minuti di risata e lacrime agli occhi, l’amaro mischiato al salato, la mente che inizia il brutto film che finisce con il colore nero, e il corpo che ha bisogno di sfogarsi. Il medico di fronte a lui non capiva, e allora continuava a chiedere se la notizia fosse chiara. ‘Cancro’, continuava a ripetere, e Diego che continuava a ridere e sanguinare dagli occhi. Passato il momento, Diego ha iniziato Continua a leggere

La coperta corta

moquette.jpgI nostri corpi incuneati a formare una ‘c’. Mai inverno più freddo, mai sensazione più gelida, restavamo attaccati l’un l’altro per salvare il calore delle nostre anime logore. In alto, a destra, davanti ai miei occhi, nell’angolo in cui pareti e soffitto si incontravano, sgorgava una piccola perdita d’acqua; pian piano un alone verdeggiante iniziava a dare colore alla parete giallastra, la piccola cascata nella parete della nostra casa era l’ultima mia immagine prima di dormire. Ciclicamente iniziavo a percorrerla Continua a leggere

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